Per quanti cani io abbia avuto nella vita, non ne ho mai incontrato nemmeno uno come i galgos.
Mio marito, da un po’ di anni, diceva di voler adottare un levriero; io lasciavo cadere l’argomento. Sì, perché avrei dovuto immergermi in un mondo di atrocità che avrei mal sopportato.
Gennaio 2017: contatto El Rayo Verde… mio malgrado sprofondo nel dolore. Lo sapevo: ecco, ci sono dentro, e adesso ho fretta di salvarne uno, uno qualsiasi! Giovane o anziano, grande o piccolino… lo voglio da abbracciare, consolare e viziare. Sì, viziare all’inverosimile!
E arriva Yedra… bella, bellissima e matta come un cavallo!
E vabbè, noi abbiamo esperienza di cani: lei domani capirà che l’amiamo e ci correrà incontro…
Per correre, correva… ma il più lontano possibile da noi! Sempre fuori al guinzaglio e, per mesi, solo per metterla in sicurezza. Caccia grossa: fuggiva da noi, proprio da noi! In casa mi teneva d’occhio come fossi un nemico. Io ne soffro e annaspo: sono inadeguata. Perché l’ho voluta? Perché lei?
Ma non ho mai pensato di disfarmi di lei. Non l’ho mai fatto… non sarei più io!
Avanti.
Arriva Blanca, l’equilibrio fatto galga, e Yedra migliora. A volte è quasi felice e me lo dimostra… sventrando i divani, volando per casa…
Tre anni sono passati. Ci amiamo: si fida, mi cerca. Ci sono giochi solo nostri, un’intimità di cui siamo gelose e orgogliose.
Mi si sdraia vicino, socchiudendo gli occhi, e fa quel sospirone che vuol dire che i suoi fantasmi non ci sono più… eppure erano tanti!
Come fai, Yedra amore, a fidarti ancora dell’uomo?
“Perché in me, in noi, c’è una capacità di perdono e un desiderio d’amore infiniti!”
Io vi amo tutte e tre, bambine mie dolci.
Testimonianza di: Eleonora Tartarini



